<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>MayJayMagazine</title>
	<atom:link href="http://www.mayjaymagazine.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mayjaymagazine.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 19:21:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>IO, LA NEVE E I GENERAL ELEKTRIKS</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/music/io-la-neve-e-i-general-elektriks</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/music/io-la-neve-e-i-general-elektriks#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 19:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSIC]]></category>
		<category><![CDATA[avant-funk]]></category>
		<category><![CDATA[Bow before the evening]]></category>
		<category><![CDATA[General Elektriks]]></category>
		<category><![CDATA[I'm Ready]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[old school]]></category>
		<category><![CDATA[Parker Street]]></category>
		<category><![CDATA[pop]]></category>
		<category><![CDATA[Summer is here]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=1368</guid>
		<description><![CDATA[Maledetto rumore, perché tutto questo frastuono mentre dormo? Ho la sensazione di essermi appena addormentato. Lo so è la solita impressione, in realtà dormo almeno da cinque ore. Bene, devo cercare di capire da dove venga questo baccano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="http://img.youtube.com/vi/4oWvxr_5A0I/0.jpg" alt="thumbnail" /></p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/4oWvxr_5A0I" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>Maledetto rumore, perché tutto questo frastuono mentre dormo? Ho la sensazione di essermi appena addormentato. Lo so è la solita impressione, in realtà dormo almeno da cinque ore. Bene, devo cercare di capire da dove venga questo baccano.<span id="more-1368"></span></p>
<p>Pronto, pronto? No, non è il telefono. E’ la sveglia. Sono le sette e mi sembra di aver dormito dieci minuti. Maledetto corpo. Oramai sono in piedi, chissà se alzando le tapparelle o guardando fuori riusciró a trovare la voglia di scendere a fare colazione. No. È buio. Nuvole e una leggera foschia. Devo essermi dimenticato, ieri notte prima di addormentarmi, che é inverno.</p>
<p>Niente panico, ora ascolto un po’ di musica e ritrovo le forze. L’ultimo album dei <a href="http://www.general-elektriks.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.general-elektriks.com/?referer=');"><strong>General Elektriks</strong></a>. Ricordo di essermi fissato sul brano “<em>I’m Ready</em>” ieri sera. Pezzo fantastico, ma come faccio a pensare di uscire di casa ascoltandolo? Infatti. Infatti alzo il volume e mi metto a guardare fuori dalla finestra. È la canzone perfetta per questa mattina grigia, mentre cerco le ciabatte e mi si congelano i piedi. Mi fumo una sigaretta, a fatica preparo il caffé. Mi vesto ed esco con la canzone nelle cuffie.</p>
<p>La neve entra a far parte della scenografia, assolutamente perfetta per riassestare i sensi ancora intorpiditi. Mi rifugio sotto ad una tettoia e mi concentro su “<em>I&#8217;m Ready</em>”. Il piano si impone da subito e rimane una piacevole costante per tutta la canzone. Senza fretta, arriva la batteria che prende per mano il ritmo e riesce a non far sentire la mancanza della chitarra. Riapro gli occhi e sento il suono dei violini. Mentre smette di nevicare, la canzone si conclude con un accordo sospeso: blocca la fine a metà, lasciandola in equilibrio come una ballerina sulle punte.</p>
<p>Una dolce frenesia di avant-funk , pop vecchia scuola, jazz crudo, ruvido, grezzo che si scopre con entusiasmo ascoltando l’intero album. “<a href="http://itunes.apple.com/gb/album/parker-street/id462638848" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/itunes.apple.com/gb/album/parker-street/id462638848?referer=');"><em>Parker Street</em></a>” incuriosisce e si ripropone, non è facile da digerire. Canzoni come “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=UcytTEtuWtQ" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=UcytTEtuWtQ&amp;referer=');"><em>Summer is here</em></a>” o “<em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=OqITJnQ-BBk" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=OqITJnQ-BBk&amp;referer=');">Bow before the evening</a></em>” chiedono di essere ascoltate e riascoltate. Ancora e ancora e ancora. Perché ti entrano in testa, perché sono come il calice di un buon vino: uno tira l’altro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/music/io-la-neve-e-i-general-elektriks/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA TERRAFERMA DI EMANUELE CRIALESE</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/la-terraferma-di-emanuele-crialese</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/la-terraferma-di-emanuele-crialese#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 22:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[academy awards]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Crialese]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Terraferma]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=1342</guid>
		<description><![CDATA[Terraferma di Emanuele Crialese è un gran bel film italiano, ha già guadagnato il premio speciale della Giuria alla Mostra di Venezia ed era candidato agli Oscar 2012 come Miglior Film Straniero, prima che la giuria decidesse di non farlo arrivare al rush finale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2012/01/Terraferma_locandina.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1351" title="Terraferma_locandina" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2012/01/Terraferma_locandina-350x500.jpg" alt="" width="350" height="500" /></a></p>
<p><strong>Terraferma</strong> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emanuele_Crialese" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Emanuele_Crialese?referer=');">Emanuele Crialese</a> è un gran bel film italiano, ha già guadagnato il premio speciale della Giuria alla Mostra di Venezia ed era candidato agli Oscar 2012 come <em>Miglior Film Straniero</em>, <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2012/01/18/visualizza_new.html_46196785.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2012/01/18/visualizza_new.html_46196785.html?referer=');">prima che la giuria decidesse di non farlo arrivare al rush finale</a>.<span id="more-1342"></span></p>
<p>Il film è ambientato a <strong>Lampedusa</strong>, in epoca contemporanea, e racconta la storia di tre abitanti che d’estate vivono di pesca e di turismo. Al centro della famiglia c’è un anziano pescatore che è legato saldamente alle leggi del mare, una giovane donna che sogna di raggiungere la terraferma per vivere una vita migliore ed un ragazzo confuso che cerca di fare ciò che è giusto.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2012/01/Terraferma_clip2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1355" title="Terraferma_clip2" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2012/01/Terraferma_clip2-500x307.jpg" alt="" width="500" height="307" /></a></p>
<p>L’anziano pescatore (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mimmo_Cuticchio" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Mimmo_Cuticchio?referer=');">Mimmo Cuticchio</a>) e il nipote (<a href="http://www.imdb.com/name/nm1196061/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.imdb.com/name/nm1196061/?referer=');">Filippo Pucillo</a>) prestano soccorso ad un gruppo di clandestini in mare, mettendone in salvo alcuni, tra i quali una donna incinta e già madre di un altro bambino. Decidono di non denunciare il fatto, ignari della nuova legge sui respingimenti, e di conseguenza viene loro sequestrato il peschereccio. La madre di Filippo (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donatella_Finocchiaro" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Donatella_Finocchiaro?referer=');">Donatella Finocchiaro</a>) si prende cura della clandestina ed insieme al nonno l’aiuta a partorire e poi organizza il piano per farla approdare sulla terraferma.</p>
<p>Ciò che ha portato la donna isolana ad interessarsi della clandestina è proprio la paura, il volto di quella donna africana che emerge dal fondo scuro la incupisce, la spaventa perché le fa credere di essere lei la minacciata, quando in realtà non è così. Di conseguenza è questo sentimento di improvviso timore che la porta a prendersi cura della clandestina, instaurando così un legame fatto di speranza per un futuro migliore.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2012/01/terraferma_crialese.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1352" title="terraferma_crialese" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2012/01/terraferma_crialese-500x281.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a><br />
Uno dei personaggi più importanti del film è il giovane Filippo che in prima persona vive il contrasto tra la legge dell’uomo e la legge del mare, tramandatagli dal nonno. Il suo momento di svolta avviene quando in lui affiora finalmente il senso colpa: trovatosi in piena notte su un battello in mezzo al mare, per poco non viene ribaltato da alcuni naufraghi africani che gli chiedono aiuto. Il ragazzo, spaventato per quello che sarebbe potuto accadere nel caso in cui avesse deciso di salvarli (come aveva fatto in precedenza col nonno), impedisce loro di salire colpendoli con un remo. Quando rivedrà quei sopravvissuti rinvenire sulla spiaggia, nascerà in lui un senso di ribellione e di rabbia che lo porterà alla svolta finale.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2012/01/Terraferma_clip1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1353" title="Terraferma_clip1" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2012/01/Terraferma_clip1-500x284.jpg" alt="" width="500" height="284" /></a></p>
<p>Questo è un film che tocca molto da vicino, Crialese mostra allo spettatore quanto al giorno d’oggi l’egoismo e l’insensibilità abbiano portato l&#8217;uomo a rifiutare le leggi della natura, talvolta scomode ma umane, per reggere delle nuove leggi più comode e, sebbene scritte dagli uomini, più disumane di quelle naturali.</p>
<p>Ad un certo punto del film, tramite un piano sequenza “sottomarino”, il regista mostra allo spettatore cosa gli uomini abbiano lasciato scivolare sul fondo del mare: scarpe, documenti, taccuini, vestiti appartenenti ai cadaveri dei clandestini che ancora numerosi giacciono sul fondo del mare, ma anche simboli religiosi che rappresentano quei valori cristiani dimenticati o per comodità accantonati.</p>
<p>Questo non è un film semplice ed essenziale, quanto piuttosto una vera lezione di vita che spero sappia scuotere l’indifferenza insita in tutti noi e che negli ultimi tempi è emersa in maniera prepotente, senza essere minimamente contrastata, non solo davanti agli occhi degli abitanti di una semplice isola, ma a quelli di un intero Paese.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/la-terraferma-di-emanuele-crialese/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IIRO RANTALA NEW TRIO: MUSICA FUORI DAGLI SCHEMI</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/music/iiro-rantala-new-trio-musica-fuori-dagli-schemi</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/music/iiro-rantala-new-trio-musica-fuori-dagli-schemi#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 00:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stef Kerouac</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSIC]]></category>
		<category><![CDATA[beatbox]]></category>
		<category><![CDATA[catapult shit]]></category>
		<category><![CDATA[Elmo]]></category>
		<category><![CDATA[Felix Zenger]]></category>
		<category><![CDATA[Finland]]></category>
		<category><![CDATA[Finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[Iiro Rantala]]></category>
		<category><![CDATA[Iiro Rantala New Trio]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Marzi Nyman]]></category>
		<category><![CDATA[rap]]></category>
		<category><![CDATA[rock’n’roll]]></category>
		<category><![CDATA[Trio Töykeät]]></category>
		<category><![CDATA[Won’t Say A Thing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=1266</guid>
		<description><![CDATA[La nuova band di Iiro Rantala tocca nuove frontiere nell’improvvisazione. Non esattamente “musica ordinaria”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/Iiro_Rantala_New_Trio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1283" title="Iiro_Rantala_New_Trio" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/Iiro_Rantala_New_Trio.jpg" alt="" width="493" height="240" /></a></p>
<p>La nuova band di Iiro Rantala tocca nuove frontiere nell’improvvisazione. Non esattamente “musica ordinaria”.<span id="more-1266"></span></p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Iiro_Rantala" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Iiro_Rantala?referer=');"><strong>Iiro Rantala</strong></a> è finalndese, ha 41 anni e suona il pianoforte da sempre. Nella sua natia Finlandia lo conoscono tutti, dato che è considerato uno dei pianisti jazz più talentuosi. La sua passione per il jazz lo ha portato a studiare musica alla Sibelius Academy, oltre che alla Manhattan School Of Music (dove si è cimentato nel pianoforte classico). Dopo essersi fatto le ossa con il trio jazz finnico dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Trio_T%C3%B6yke%C3%A4t" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Trio_T_C3_B6yke_C3_A4t?referer=');"><strong>Trio Töykeät</strong></a>, nel 2008 gli vien su la balzana idea di registrare un disco con due suoi amici, <strong>Marzi Nyman</strong> e <strong>Felix Zenger</strong>.</p>
<p>Tutto normale, direte voi? Non esattamente: Nyman suona la chitarra elettrica in modo nervoso, ben adattandosi alle pazze improvvisazioni di Rantala e passando senza avviso da sfuriate rock’n’roll ad avvolgenti melodie; dall’altro lato il biondo Zenger, nel suo stile hip hop con pantaloni larghi e visiera rigorosamente di lato, suona la “batteria” senza averne una, semplicemente battendo il ritmo con la sua bocca e dimenandosi come se stesse recitando un testo gangasta rap. Ne vien fuori <a href="http://itunes.apple.com/us/album/elmo/id280260811" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/itunes.apple.com/us/album/elmo/id280260811?referer=');"><strong>Elmo</strong></a>, un disco particolare, in grado di fondere jazz fusion, rock’n’roll e beatbox rap in un unico pazzoide e irriverente abbraccio. Il tutto si fonde poi con passaggi di atmosfera che sembrano quasi presi in prestito dalla colonna sonora di qualche film d’animazione.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/iirorantalanewtrio.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1287" title="iirorantalanewtrio" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/iirorantalanewtrio-500x439.jpg" alt="" width="500" height="439" /></a></p>
<p>Una delle cose che però affascina di più di questi tre finnici scatenati è la loro ironia, la loro voglia di non prendersi sul serio. Basterebbe infatti il solo titolo della canzone <em>Three Gay Men</em> per capire che abbiamo a che fare con una band dove la goliardia ha sempre l’ultima voce in capitolo, per quanto sia supportata da una preparazione tecnica di primo livello.</p>
<p>Forse la canzone più rappresentativa del lotto è <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5bdSfmYdJ8o" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=5bdSfmYdJ8o&amp;referer=');"><em>Shit Catapult</em></a> (e già il nome dice tutto…), il cui divertente videoclip continua ancora a spopolare in rete dopo 3 anni. Distorsioni chitarristiche e deliziosi inserti di pianoforte si stoppano, si rincorrono, improvvisano e si tuffano infine in melodie che avvolgono il cuore e i sensi prima di ritornare ai loro balletti jazz e visioni rockeggianti, mentre la lingua di Zenger sputa fuori ritmo ad ogni nota tanto da far quasi confondere l’ascoltatore che si tratti di una vera batteria elettronica! Del resto il beat boxer biondino era già famoso in patria ed ha registrato un album che porta il suo nome, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tQc30kqq1y8" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=tQc30kqq1y8&amp;referer=');"><em>Won’t Say A Thing</em></a>, interamente basato sui suoi irresistibili ed ipnotici beat “vocali”.</p>
<p>In definitiva i tre finlandesi sono una delle tante nuove promesse della sempre verde scena musicale scandinava, una band originale e decisamente fuori dagli schemi. Per chi ha voglia di ascoltare, per una volta, qualcosa di realmente nuovo e squisitamente anticonformista.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/music/iiro-rantala-new-trio-musica-fuori-dagli-schemi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ARRIETTY – IL MONDO SEGRETO SOTTO IL PAVIMENTO</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/arrietty-%e2%80%93-il-mondo-segreto-sotto-il-pavimento</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/arrietty-%e2%80%93-il-mondo-segreto-sotto-il-pavimento#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 16:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[Arrietty]]></category>
		<category><![CDATA[Cécile Corbel]]></category>
		<category><![CDATA[Hayao Miyazaki]]></category>
		<category><![CDATA[Hiromasa Yonebayashi]]></category>
		<category><![CDATA[Mary Norton]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Ghibli]]></category>
		<category><![CDATA[The Borrowers]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=1314</guid>
		<description><![CDATA[Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento è il nuovo film dello Studio Ghibli, diretto dal regista emergente Hiromasa Yonebayashi, sceneggiato e prodotto da Hayao Miyazaki, tratto dal libro The Borrowers dell’inglese Mary Norton.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/11/the_secret_world_of_arrietty.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1337" title="the_secret_world_of_arrietty" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/11/the_secret_world_of_arrietty-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><strong>Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento</strong> è il nuovo film dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Studio_Ghibli" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Studio_Ghibli?referer=');">Studio Ghibli</a>, diretto dal regista emergente <strong>Hiromasa Yonebayashi</strong>, sceneggiato e prodotto da <a href="http://www.mayjaymagazine.com/cinema/celebrating-japan-hayao-miyazaki" target="_blank">Hayao Miyazaki</a>, tratto dal libro <strong>The Borrowers</strong> dell’inglese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Norton" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Mary_Norton?referer=');">Mary Norton</a>.<span id="more-1314"></span></p>
<p>Nella periferia di Tokyo, <strong>Arrietty</strong> vive con la sua famiglia di gnomi in una casetta costruita sotto il pavimento. La giovane, alta poco più di un mignolo, attende impaziente il giorno dell’avanscoperta: assieme al padre salirà in superficie per entrare nella cucina degli umani e “prendere in prestito” una zolletta di zucchero. Durante questa esplorazione Arrietty verrà vista da <strong>Sho</strong>, un bambino della sua età ma di “dimensioni diverse” che, incuriosito dall’esistenza degli gnomi, cercherà in tutti i modi di avvicinarsi a loro. Arrietty cerca di nascondersi dall’umano Sho che, ammalato di cuore, attende nella casa in campagna un’operazione che potrà salvargli la vita. Il nucleo del film resta l’amore tra i due giovani e sarà proprio grazie a questo legame che Sho ritroverà la voglia di vivere e di combattere.</p>
<p>Il film racconta una delicata rete di avvenimenti in cui i personaggi più minacciosi risultano essere: un gatto, un corvo, degli insetti ed infine una domestica vecchietta. Nonostante vengano superati gli ostacoli, ad Arrietty e famiglia non resta che trasferirsi altrove perché, essendo stati visti dagli umani, sono consapevoli che la convivenza con loro non sarà possibile.</p>
<p>È curioso notare come, per svariate funzioni, gli gnomi recuperino alcuni oggetti incustoditi dagli umani, ad esempio: uno spillo diventa una spada, il nastro biadesivo un mezzo d’arrampicata, gli orecchini dei ganci ed una caraffa un’imbarcazione. Con il riutilizzo di questi oggetti, <strong>Miyazaki</strong> mostra allo spettatore come gli gnomi “prendi in prestito” vivono recuperando, in piccole dosi, ciò che gli umani sperpererebbero.</p>
<p>L’intero film è accompagnato dalla colonna sonora della cantante e musicista bretone <strong>Cécile Corbel</strong> che ha eseguito il tema “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=z4D9wK9Prfs" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=z4D9wK9Prfs&amp;referer=');"><strong>Arrietty’s song</strong></a>” in francese, inglese, italiano e giapponese.<br />
Questo film d’animazione per bambini,  nonostante la sua semplicità, non può che coinvolgere anche gli adulti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/arrietty-%e2%80%93-il-mondo-segreto-sotto-il-pavimento/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>THIS MUST BE THE PLACE (PARTE II):  LA CADUTA E LA RINASCITA</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/this-must-be-the-place-parte-due-la-caduta-e-la-rinascita</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/this-must-be-the-place-parte-due-la-caduta-e-la-rinascita#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 14:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RyanMcArtley</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Penn]]></category>
		<category><![CDATA[This Must Be the Place]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=1302</guid>
		<description><![CDATA[This Must Be The Place inizia con l'Irlanda e finisce con l'Irlanda. Inizia con un uomo triste e annoiato, forse un po' depresso (come dice lui) e termina con un uomo rinato, contento, con una luce luminosa negli occhi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/This-Must-Be-The-Place-poster-2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1327" title="This-Must-Be-The-Place-poster-2" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/This-Must-Be-The-Place-poster-2-375x500.jpg" alt="" width="375" height="500" /></a></p>
<p><strong>This Must Be The Place</strong> inizia con l&#8217;Irlanda e finisce con l&#8217;Irlanda. Inizia con un uomo triste e annoiato, forse un po&#8217; depresso (come dice lui) e termina con un uomo rinato, contento, con una luce luminosa negli occhi.<span id="more-1302"></span></p>
<p>La cinepresa inizia col farci conoscere questo uomo, <strong>Cheyenne </strong>(Sean Penn), che si abbandona all&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;essere, alla noia e al flusso costante del tempo, scandaglia a fondo quello che rimane di un rockstar &#8216;in pensione&#8217;, melanconica e depressa che si è autoconvinta di essere l&#8217;artefice spirituale del suicidio di due ragazzi che al tempo si consolavano con le canzoni della sua band.</p>
<p>Un uomo ricchissimo, che vaga nella sua immensa magione e che non sa che farsene della sua piscina, tant&#8217;è che è vuota e la usa per giocare assieme alla sua solare moglie che fa la pompiere per hobby. Tutto scorre, lento e inesorabile, sino alla telefonata che gli annuncia che suo padre sta morendo a New York. E tutto si sconvolge.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/Cheyenne_Penn.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1328" title="Cheyenne_Penn" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/Cheyenne_Penn-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Cheyenne deve partire ma ha paura di prendere l&#8217;aereo, su cui non sale da 30 anni e per questo va nella grande metropoli in nave. Ma ci mette troppo tempo. Quando trova i quaderni del padre che indicano come trovare il suo carnefice nazista ad Auschwitz, Cheyenne parte per la seconda parte del suo viaggio, quella che gli farà riscoprire sé stesso, che gli farà mettere in gioco le sue credenze, le sue paure, e sarà posto di fronte ad un bivio: la redenzione o la vendetta.</p>
<p>Tutto ciò, <a href="http://www.mayjaymagazine.com/music/this-must-be-the-place-parte-i-this-must-be-the-soundtrack" target="_blank">come già sottolineato dalla nostra brava Ms Brightside</a>, viene esplorato in maniera immensa dalla grande musica, la grande protagonista del film; in aggiunta a questo, lo spettatore attento quando ripenserà a This Must Be The Place non potrà fare a meno di ricordarne la grande fotografia. Il primo piano, il grande eletto dell&#8217;intera opera è il mezzo più potente di analisi di ogni personaggio di questo film. Il primo piano scandaglia, mette a fuoco, denuda.</p>
<p lang="en-US"><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/Sean_Penn.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1329" title="Sean_Penn" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/Sean_Penn-500x290.jpg" alt="" width="500" height="290" /></a></p>
<p>E poi i grandi spazi. La cinepresa spazia su strade dritte, infinite, che riempiono l&#8217;intero schermo di quella vastità tipica dei paesaggi americani; metafora continua del viaggio esistenziale del protagonista. Il deserto del New Mexico, la desolazione dei luoghi, metafora dell&#8217;anima di Cheyenne, la distesa di neve nello Utah dove trova il nazista e lo fa confessare.</p>
<p>Solo alla fine di questo lungo viaggio, la rockstar torna in Irlanda, nel suo paesino, questa volta non più ricoperto di nubi. Il sorriso finale sul suo volto è l&#8217;immagine dell&#8217;avvenuta catarsi, della completa rinascita dell&#8217;uomo Cheyenne/John Smith, che ha messo da parte la tristezza, che ha chiarito molti dubbi su sé stesso e che intraprende un nuovo percorso.</p>
<p>Sulle note di &#8216;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Cqg_ZGcuybs" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=Cqg_ZGcuybs&amp;referer=');">This Must Be The Place</a>&#8216; partono i titoli di coda, lo spettatore si alza, con quella sensazione di leggerezza e spensieratezza tipica di una catarsi avvenuta.</p>
<p>Accendiamo la radio e partiamo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/this-must-be-the-place-parte-due-la-caduta-e-la-rinascita/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>THIS MUST BE THE PLACE (PARTE I): THIS MUST BE THE SOUNDTRACK</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/music/this-must-be-the-place-parte-i-this-must-be-the-soundtrack</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/music/this-must-be-the-place-parte-i-this-must-be-the-soundtrack#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 12:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MsBrightside</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[MUSIC]]></category>
		<category><![CDATA[Cheyenne]]></category>
		<category><![CDATA[Cure]]></category>
		<category><![CDATA[David Byrne]]></category>
		<category><![CDATA[Jonathan Demme]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Penn]]></category>
		<category><![CDATA[Stop Making Sense]]></category>
		<category><![CDATA[Talking Heads]]></category>
		<category><![CDATA[The Pieces of Shit]]></category>
		<category><![CDATA[This Must Be the Place]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=1293</guid>
		<description><![CDATA[Se c'è una cosa che amo è andare al cinema di domenica. Come dice una mia saggia amica, andare al cinema di domenica è un po' come essere salvati e, con 'This Must Be the Place', domenica a salvarmi sono stati in tre: Sorrentino, Cheyenne e Byrne. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/this-must-be-the-place.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1295" title="this-must-be-the-place" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/this-must-be-the-place-500x378.jpg" alt="" width="500" height="378" /></a></p>
<p>Se c&#8217;è una cosa che amo è andare al cinema di domenica. Come dice una mia saggia amica, andare al cinema di domenica è un po&#8217; come essere salvati e, con &#8216;This Must Be the Place&#8217;, domenica a salvarmi sono stati in tre: <strong>Sorrentino</strong>, <strong>Cheyenne</strong> e <strong>Byrne</strong>. <span id="more-1293"></span></p>
<p>Primo tra tutti il regista –  napoletano doc –  che già con &#8216;Il Divo&#8217; (2008) si guadagnò il favore della critica internazionale e che si cimenta qui con la sua prima opera girata in lingua inglese; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Sorrentino" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Sorrentino?referer=');">Sorrentino</a> è direttore d&#8217;orchestra magistrale che guida Cheyenne, rock star in declino impersonata da un <strong>Sean Penn</strong> dipinto con tratti che ricordano Robert Smith dei <strong>Cure</strong> –  rossetto resistente <em>all day long </em>e<em> </em>capello arruffato inclusi –  nel suo viaggio in America alla ricerca del nazista che ha perseguitato suo padre durante la seconda guerra mondiale. Cheyenne è depresso, cinico, non vuole suonare più, ridacchia e la sua missione è quella di far mettere insieme due ragazzini, sapendo che non ci riuscirà mai. Cheyenne è in cerca di se stesso, anche se è in New Mexico, mica in India.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/sean-penn-cheyenne.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1297" title="sean-penn-cheyenne" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/sean-penn-cheyenne-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Poi c&#8217;è lui, un immenso <strong>David Byrne</strong> (fondatore dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talking_Heads" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Talking_Heads?referer=');">Talking Heads</a> nel 1974), che ha composto l&#8217;intera colonna sonora del film e che si esibisce in un&#8217;interpretazione strepitosa di &#8216;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Cqg_ZGcuybs" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=Cqg_ZGcuybs&amp;referer=');">This Must Be the Place</a>&#8216; (eggià, il titolo del film è un tributo a questa canzone!) che si rifà a quella di &#8216;<a href="http://www.imdb.com/title/tt0088178/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.imdb.com/title/tt0088178/?referer=');">Stop Making Sense</a>&#8216;, documentario sui Talking Heads del 1984 diretto da <strong>Jonathan Demme</strong>.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/david-byrne-Talking-Heads.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1299" title="david-byrne-Talking- Heads" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/david-byrne-Talking-Heads-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Altro elemento del collage musicale che compone l&#8217;impeccabile colonna sonora di &#8216;This must be the place&#8217; è il finto gruppo &#8216;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=9Zg6svDmc6o" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=9Zg6svDmc6o&amp;referer=');">The Pieces of Shit</a>&#8216; (&#8216;I Pezzi di Merda&#8217;), talentuosi musicanti da centro commerciale, che fanno compagnia a Cheyenne sottoforma di demo col quale vorrebbero farsi produrre.</p>
<p>Sono svariate le interpretazioni della canzone protagonista del film: la migliore è decisamente quella che vede il nipotino cicciottello del nazista cercato da Cheyenne cimentarsi in un duetto voce-chitarra col burbero rocker e che strappa una lacrimuccia; la più sottile è forse quella rappresentata dal film stesso, come messa in scena della ricerca e del ritrovamento di quel posto particolare in cui sentirsi in armonia con se stessi, un misto di equilibrio e consapevolezza che, almeno io, sono riuscita a scorgere in un cinema di domenica pomeriggio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/music/this-must-be-the-place-parte-i-this-must-be-the-soundtrack/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CARNAGE: APOTEOSI DELLA TRUCULENZA UMANA</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/carnage-apoteosi-della-truculenza-umana</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/carnage-apoteosi-della-truculenza-umana#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 23:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RyanMcArtley</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[academy award]]></category>
		<category><![CDATA[Carnage]]></category>
		<category><![CDATA[Christoph Waltz]]></category>
		<category><![CDATA[God of Carnage]]></category>
		<category><![CDATA[Jodie Foster]]></category>
		<category><![CDATA[John C. Reilly]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Winslet]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Roman Polanski]]></category>
		<category><![CDATA[Yasmine Reza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=1270</guid>
		<description><![CDATA[Brooklyn. Un appartamento. Due coppie di genitori che si trovano per chiarire un litigio tra i rispettivi figli. Parole. Fiori. Torta. Cellulare. La carneficina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/Carnage_Polanski.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1275" title="Carnage_Polanski" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/Carnage_Polanski-366x500.jpg" alt="" width="366" height="500" /></a></p>
<p>Brooklyn. Un appartamento. Due coppie di genitori che si trovano per chiarire un litigio tra i rispettivi figli. Parole. Fiori. Torta. Cellulare. La carneficina.<span id="more-1270"></span></p>
<p>Una serie di istantanee potrebbero riassumere così quello che a mio parere è il film migliore di <strong>Roman Polanski</strong>.</p>
<p>Come detto prima, siamo a Brooklyn, in un appartamento della medio-borghesia newyorchese. Due genitori, i <strong>Longstreet</strong> e i <strong>Cowan</strong>, si sono ritrovati per trovare una soluzione al litigio scoppiato tra i due rispettivi figli, dal quale uno ne è uscito con due incisivi in meno.</p>
<p>I coniugi Longstreet, lui  (<strong>John C. Reilly</strong>) un grossista di maniglie e sciacquoni, lei (<strong>Jodie Foster</strong>) una attivista politica di molteplici cause e scrittrice di un libro sulla sua esperienza africana, accolgono i Cowan, lui (<strong>Christoph Waltz</strong>)  un avvocato perennemente appiccicato al suo Blackberry, parte difensore di una ditta farmaceutica, lei (<strong>Kate Winslet</strong>), un broker finanziario un po&#8217; influenzata e dallo stomaco suscettibile.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/carnage-polanski.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1235" title="carnage-polanski" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/carnage-polanski-500x318.jpg" alt="" width="500" height="318" /></a></p>
<p>Quella che sembra iniziare come una normale discussione tra genitori si trasforma presto in rovina. Il signor Cowan non si stacca dal Blackberry, i signori Longstrett sono gentili e prodighi fino alla nausea, la signora Cowan invece troppo nervosa, vomita la torta appena offerta sui preziosi libri d&#8217;arte della Longstreet. Il putiferio.</p>
<p>In un rocambolesco vortice di botta e risposte e virtuosismi dialettici, la discussione tra i due genitori diventa una guerra senza esclusione di colpi (verbali) in cui tutte e due le parti tirano fuori il meglio della bassezza umana. Falsità, razzismo, misoginia, vanità, sono solo alcune delle bassezze che escono dalla guerra verbale dei quattro genitori, isolati dal resto del mondo, chiusi in un salotto, per un&#8217;ottantina di minuti di film che bloccano l&#8217;attenzione dello spettatore sin dal primo fotogramma all&#8217;ultima geniale inquadratura del criceto dei Longstreet, felice e allo stato brado nel parco vicino, lui precedente vittima della bassezza del signor Longstreet.</p>
<p>Tratto dalla pièce teatrale<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_dio_del_massacro" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Il_dio_del_massacro?referer=');">Il Dio della Carneficina</a></strong><em><strong> </strong></em>di Yasmine Reza, Carnage è l&#8217;ennesima prova del grande talento del cineasta Polanski, ancora una volta alla prese con un&#8217;indagine della società umana. Come nei precedenti Cul-de-sac e Il Coltello nell&#8217;Acqua, Polanski ci offre di nuovo un gruppetto di persone isolate dal resto del mondo, litiganti e fameliche, basse e grette al di sotto della patina di lusso e ordinarietà borghese. Una commedia che va in un crescendo di adrenalina, fino alla sbronza finale dei quattro genitori, incapaci di giungere ad una conclusione pacifica e razionale mentre i rispettivi figli hanno ormai fatto la pace da un bel pezzo.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/god-of-carnage.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1276" title="god-of-carnage" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/10/god-of-carnage-500x284.jpg" alt="" width="500" height="284" /></a></p>
<p>La pièce teatrale di per sé geniale, viene rilanciata e portata al massimo in questa incredibile prova attoriale, grazie al talento dei quattro premi Oscar. La macchina da presa è un voyeur feticista che spia i quattro litigiosi, li inquadra nei minimi particolari, ne cattura essenze ed espressioni facciali da manuale, non tralascia un sottaciuto o un quasi impercettibile tic della palpebra scossa dall&#8217;odio infernale.</p>
<p>Carnage è la perfetta immagine dell&#8217;uomo contemporaneo: un concentrato di bile e nevrosi, pronto a scoppiare come la peggiore delle bombe grazie ad una banale nausea da torta, una parola di troppo, un oggetto personale rovinato. E&#8217; il ritratto dell&#8217;uomo moderno che segue inesorabilmente i precetti del sanguinario dio della carneficina.</p>
<p>La risata dello spettatore attento, che ha goduto della lite dei quattro per una buona ora e mezza, si trasforma presto in un riso amaro, conscio di aver visto nient&#8217;altro che un terribile spettacolo della società a cui egli stesso appartiene.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/carnage-apoteosi-della-truculenza-umana/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NEW YORK CITY: UNA CELEBRAZIONE IN CELLULOIDE</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/new-york-city-una-celebrazione-in-celluloide</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/new-york-city-una-celebrazione-in-celluloide#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 22:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RyanMcArtley</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[5th Avenue]]></category>
		<category><![CDATA[9/11]]></category>
		<category><![CDATA[Broadway]]></category>
		<category><![CDATA[Brooklyn]]></category>
		<category><![CDATA[Central Park]]></category>
		<category><![CDATA[Damages]]></category>
		<category><![CDATA[Friends]]></category>
		<category><![CDATA[Gangs of New York]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip Girl]]></category>
		<category><![CDATA[I Love You]]></category>
		<category><![CDATA[Je t'aime]]></category>
		<category><![CDATA[Manhattan]]></category>
		<category><![CDATA[Meryl Streep]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Paris]]></category>
		<category><![CDATA[Scorsese]]></category>
		<category><![CDATA[Sex and the City]]></category>
		<category><![CDATA[Starbucks]]></category>
		<category><![CDATA[Taxi Driver]]></category>
		<category><![CDATA[The Devil wears Prada]]></category>
		<category><![CDATA[Tiffany]]></category>
		<category><![CDATA[Times Square]]></category>
		<category><![CDATA[TriBeCa]]></category>
		<category><![CDATA[Ugly Betty]]></category>
		<category><![CDATA[Upper East Side]]></category>
		<category><![CDATA[Will&Grace]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Allen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=1243</guid>
		<description><![CDATA[Qualcuno di voi lettori di MayJay ha una città dell'anima? Io, ad esempio, ne ho una. Ora, suonerà un pochino una cosa alla Madonna come nella sua nota canzone, ma sento davvero questo desiderio di dirvelo. Amo Parigi, fantastico su Praga, ho profonda nostalgia di Stoccolma e sto alla grande a Londra, ma la mia città dell'anima è sicuramente New York.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Tribute-in-Light-September-11th-Memorial-Display-New-York-City.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1253" title="Tribute-in-Light-September-11th-Memorial-Display-New-York-City" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Tribute-in-Light-September-11th-Memorial-Display-New-York-City-500x375.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Qualcuno di voi lettori di <em>MayJay</em> ha una città dell&#8217;anima? Io, ad esempio, ne ho una. Ora, suonerà un pochino una cosa alla Madonna come nella sua nota canzone, ma sento davvero questo desiderio di dirvelo. Amo Parigi, fantastico su Praga, ho profonda nostalgia di Stoccolma e sto alla grande a Londra, ma la mia città dell&#8217;anima è sicuramente <strong>New York</strong>.<span id="more-1243"></span></p>
<p>I taxi gialli, una passeggiata lungo <strong>Broadway</strong> mentre sorseggio un chai tea latte arraffato da <strong>Starbucks</strong> e mangio un bagel caldo, una corsa veloce in <strong>Central Park</strong>, iPod nelle orecchie e scoiattoli ovunque. Lo shopping in <strong>5th Avenue</strong>, colazione da <strong>Tiffany</strong> e una camminata in <strong>TriBeCa</strong> e <strong>Brooklyn</strong>. Cemento, pannelli video in <strong>Times Square</strong>, fumo che esce dai tombini, luci&#8230;</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Starbucks.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1255" title="Starbucks" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Starbucks-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Quando la visitai per la prima volta, mi sentii come se fossi già stato lì, come se sapessi già dove stavano certi edifici, determinate strade e posti, come se avessi già avuto esperienza in una precedente vita di <strong>Manhattan</strong>, o di <strong>Brooklyn</strong>. Più tardi, mi resi conto che sentivo questa connessione con la città grazie alle centinaia di metri di celluloide che erano stati girati lì. Tutta la mia infanzia e adolescenza erano state riempite da film e serie ambientate a New York.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/manhattan-film-set.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1256" title="manhattan-film-set" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/manhattan-film-set.jpg" alt="" width="500" height="383" /></a></p>
<p>Ora, devo dirvi che in questi giorni intorno all&#8217;<strong>11 settembre</strong>, sento questa necessità disperata di tornare indietro con la memoria ai terribili eventi di 10 anni fa, eventi nei quali persero la vita più di 3000 persone, a causa dell&#8217;odio e della pazzia umana. L&#8217;11 Settembre è diventata una data da libro di storia, una data piena di significati, una cicatrice sul calendario, una data da commemorare. L&#8217;11 Settembre è il giorno del silenzio, e ora, in un certo modo, il giorno in cui vorrei anche celebrare la città di New York, la sua forza di sopravvivenza e la sua magnificenza.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/ground-zero.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1257" title="ground zero" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/ground-zero-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Da buon malato di celluloide, vorrei condividere con voi lettori una selezione personale di alcuni film e serie che, a mio avviso, celebrano al meglio questa fantastica metropoli.</p>
<p>Prima di tutto, quando penso a New York, penso a <strong>Manhattan</strong>, e allora chi, meglio di <strong>Woody Allen</strong> nel suo omonimo film e <strong>Scorsese</strong> con <strong>Taxi Driver</strong> e <strong>Gangs of New York</strong> hanno ritratto al meglio questa parte della città? Il bianco e nero di Allen racchiude tutta l&#8217;atmosfera della parte ricca della città, mentre Scorsese ci fa salire su di un taxi e ci fa scoprire i suoi angoli più oscuri, offrendoci una guida turistica davvero non convenzionale.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/taxi-driver.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1258" title="taxi-driver" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/taxi-driver-500x281.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Quando penso a Manhattan, penso moda e quindi ecco che mi vengono in mente la brillante commedia <strong>Il Diavolo Veste Prada </strong>con una grande <strong>Meryl Streep</strong> nella parte del perfetto cattivo, e la divertente serie parente, <strong>Ugly Betty</strong>. Tutte e due ambientate nell&#8217;aggressivo mondo della moda, ci mostrano una versione vanitosa e snob di New York, ricoperta di glitter e con indosso tacchi estremamente alti. Stiamo parlando di moda? Va bene, ci siamo capiti. <strong>Sex and the City</strong> e <strong>Gossip Girl</strong> sono le serie che fanno per voi. Soldi, shopping, e nuove storie d&#8217;amore. È tutto quello che succede nell&#8217;<strong>Upper East Side</strong>.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/the_devil_wears_prada.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1259" title="the_devil_wears_prada" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/the_devil_wears_prada-500x332.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Le altre due serie che mi hanno fatto amare NY e che mi hanno fatto sentire a casa sono ovviamente <strong>Friends</strong> e <strong>Will&amp;Grace</strong>. Anni e anni passati con gli avventori del Central Perk café, nell&#8217;ufficio di Grace Adler e nella magione di Karen Walker.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Friends.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1260" title="FRIENDS" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Friends-500x375.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Avete bisogno di una versione della città più oscura? La straordinaria e perfetta <strong>Glenn Close</strong> nel ruolo dell&#8217;avvocato di successo Patty Hewes nella serie <strong>Damages</strong> vi offre un personaggio indimenticabile e una città in cui i crimini e il mistero ne fanno la linfa vitale. Di tutte le serie che ho visto su New York in questi ultimi due anni, questa è probabilmente una delle mie preferite.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Damages_Glenn_Close.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1254" title="Damages_Glenn_Close" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Damages_Glenn_Close.jpg" alt="" width="480" height="480" /></a></p>
<p>Tornando ai film, credo di dover terminare con una delle più recenti celebrazioni di questa città.<strong> New York, I Love You</strong> è il secondo film della serie <em>Città dell&#8217;Amore</em>, un insieme di film collettivi che celebrano sia l&#8217;amore che le città, iniziata con quella magnifica perla che è <strong>Paris, Je t&#8217;aime</strong>. <em>New York, I Love You</em>, è, come il suo predecessore, un&#8217;insieme di corti diretti da alcuni dei più importanti registi dei nostri tempi. Essendo girato in diverse zone della città, il film racconta l&#8217;amore in tutte le sue forme più sfaccettate, si sofferma sulla città stessa, mostrandoci avenue, strade, grattacieli, parchi, moli&#8230; Una vera e propria celebrazione della metropoli. Lo spettatore rimane subito ammaliato dalla città e dalle sue storie di amore liquido, mentre la scena finale lo lascerà con una voglia disperata di andare a fare un giro della metropoli.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/New-York-I-Love-You.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1261" title="New-York-I-Love-You" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/New-York-I-Love-You-500x208.jpg" alt="" width="500" height="208" /></a></p>
<p>Potrei andare avanti per pagine intere, ma credo di aver finito lo spazio necessario. Queste erano solo alcune celebrazioni della città delle luci e il mio piccolo tributo alla città che non dorme mai. E voi? Quale film o serie pensate che potrebbe incarnare al meglio la forza di questa fantastica città?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/new-york-city-una-celebrazione-in-celluloide/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA 68a MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA VISTA DA NOI</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/la-68a-mostra-del-cinema-di-venezia-vista-da-noi</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/la-68a-mostra-del-cinema-di-venezia-vista-da-noi#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 23:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RyanMcArtley</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[Christoph Waltz]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[David Cronenberg]]></category>
		<category><![CDATA[George Clooney]]></category>
		<category><![CDATA[James Dean]]></category>
		<category><![CDATA[Jodie Foster]]></category>
		<category><![CDATA[John C. Reilly]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Winslet]]></category>
		<category><![CDATA[Keira Knightley]]></category>
		<category><![CDATA[lido]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Fassbender]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Roman Polamski]]></category>
		<category><![CDATA[Sal Mineo]]></category>
		<category><![CDATA[Steve McQueen]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Venice]]></category>
		<category><![CDATA[Viggo Mortensen]]></category>
		<category><![CDATA[Yasmine Reza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=1223</guid>
		<description><![CDATA[Dal 31 agosto al 10 settembre il Lido di Venezia è come al solito affollato da registi e attori di tutto il mondo, tutti in sfilata sulla croisette per presentare le loro ultime fatiche. Tra le star più attese, Madonna e George Clooney che presentano le loro opere da registi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/68a-mostra-internazionale-darte-cinematografica.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1232" title="68a-mostra-internazionale-d'arte-cinematografica" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/68a-mostra-internazionale-darte-cinematografica-500x352.jpg" alt="" width="500" height="352" /></a></p>
<p>Dal 31 agosto al 10 settembre il Lido di Venezia è come al solito affollato da registi e attori di tutto il mondo, in sfilata sulla croisette per presentare le loro ultime fatiche. Tra le star più attese, <strong>Madonna</strong> e <strong>George Clooney </strong>che presentano le loro opere da registi.<span id="more-1223"></span></p>
<p>La regina del pop Louise Ciccone spicca nella sezione fuori concorso con la sua seconda opera cinematografica, <em>W.E.</em>, film storico-romantico sulla relazione tra Wallis Simpson ed Edoardo VIII, costretto ad abdicare per amore. <em>W.E.</em> racconta quello che<em> Il Discorso del Re</em> accenna all&#8217;inizio del film per poter dare poi più spazio al fratello di Edoardo VIII, Giorgio VI (interpretato da <strong>Colin Firth</strong>).</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/madonna-venezia.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1233" title="madonna-venezia" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/madonna-venezia-500x332.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Anche George Clooney è in corsa con la sua quarta opera da regista, <em>Le Idi di Marzo</em>, film drammatico che narra le vicende del portavoce di un candidato alle primarie in Ohio, coinvolto in tradimenti e inganni a sfondo politico.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/the-ides-of-march.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1234" title="the ides of march" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/the-ides-of-march-445x500.jpg" alt="" width="445" height="500" /></a></p>
<p><strong>Roman Polanski</strong>, invece, il 31 agosto ha regalato al pubblico della <em>Mostra</em> la prima visione del suo <em>Carnage</em>, tratto dalla pièce teatrale <em>Il Dio della Carneficina</em> di <strong>Yasmine Reza</strong>. Il film rappresenta l&#8217;incontro-scontro tra due coppie di Brooklyn che una sera si incontrano in un appartamento per discutere del comportamento dei rispettivi figli precedentemente battutisi a scuola. I figli riescono presto a trovare un accordo e a risolvere pacificamente il contrasto mentre le due coppie di genitori scatenano una lite che precipiterà nel più profondo caos psicologico, lite in cui tutti i loro istinti misogini, pregiudizi e odi razziali la faranno da padrone. Il Lido ha già applaudito e osannato i quattro attori protagonisti, <strong>Kate Winslet</strong>, <strong>Jodie Foster</strong>, <strong>Christoph Waltz</strong> (il colonello Landa di <em>Bastardi senza Gloria</em>) e <strong>John C. Reilly</strong>. Curiosità: il film, ambientato a New York, è stato interamente girato a Parigi. Il regista non ha infatti ancora ottenuto l&#8217;autorizzazione al rientro negli Stati Uniti, a causa dei problemi avuti con la giustizia (<em>ndr </em>relazione con una minorenne). Per lo stesso motivo, Polanski non ha potuto nemmeno presentare di persona il suo lavoro a Venezia, dato che l&#8217;Italia ha  un accordo di estradizione con gli Usa.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/carnage-polanski.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1235" title="carnage-polanski" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/carnage-polanski-500x318.jpg" alt="" width="500" height="318" /></a></p>
<p>Tra gli altri vari film, MayJayMagazine segnala inoltre l&#8217;ultimo di <strong>Steve McQueen</strong>, <em>Shame</em>, con protagonista <strong>Michael Fassbender </strong>(<em>Bastardi Senza Gloria</em>, e il recente Magneto in <em>X-Men: First Class</em>), il quale interpreta un sessuomane, la cui vita viene improvvisamente sconvolta e ribaltata dall&#8217;arrivo della sorellina che si stabilisce in casa sua. Fassbender torna anche in un&#8217;altra attesissima opera della <em>Mostra</em>, la nuova fatica di <strong>David Cronenberg</strong>, <em>A Dangerous Method</em>, con <strong>Keira Knightley</strong> e <strong>Viggo Mortensen</strong>. Si tratta di un biopic che esplora il rapporto dei due psicoanalisti Freud e Jung alle prese con la complessa relazione che instaurano con la bella paziente Sabina Spielrein.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Michael-Fassbender-and-Viggo-Mortensen.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1236" title="Michael-Fassbender-and-Viggo-Mortensen" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/Michael-Fassbender-and-Viggo-Mortensen.jpg" alt="" width="460" height="276" /></a></p>
<p><em>Last but not least</em>, Venezia accoglie anche l&#8217;ormai regista e scrittore<strong> James Franco</strong> (<em>127 ore, Milk, Spider Man</em>), il quale presenta nella sezione <em>Orizzonti</em> il suo <em>Sal</em>, altro biopic, ma sulla vita dell&#8217;attore <strong>Sal Mineo</strong>, stella del cinema hollywoodiano degli anni &#8217;50, divenuto celebre per l&#8217;enorme successo di <em>Gioventù Bruciata</em>, a fianco del gigante <strong>James Dean</strong>. L&#8217;opera di Franco si sofferma sulle ultime ore di vita dell&#8217;attore, che, ormai all&#8217;apice del successo e pronto per girare il suo primo lungometraggio, viene brutalmente ucciso da un aggressore solitario. Il film esplora inoltre la vita privata dell&#8217;attore, conducento lo spettatore alla scoperta dell&#8217;anima del protagonista.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/James-Franco-Sal.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1237" title="James-Franco-Sal" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/09/James-Franco-Sal.jpg" alt="" width="390" height="285" /></a></p>
<p>Ai fortunati lettori che riusciranno ad arraffare gli ultimi biglietti della <em>Mostra</em> non possiamo che augurare una buona e impegnatissima visione!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/cinema/la-68a-mostra-del-cinema-di-venezia-vista-da-noi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TILT-SHIFT: UN MONDO FORMATO MIGNON</title>
		<link>http://www.mayjaymagazine.com/photo/tilt-shift-un-mondo-formato-mignon</link>
		<comments>http://www.mayjaymagazine.com/photo/tilt-shift-un-mondo-formato-mignon#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 22:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luke</dc:creator>
				<category><![CDATA[PHOTO]]></category>
		<category><![CDATA[blur]]></category>
		<category><![CDATA[decentrabili]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[lens]]></category>
		<category><![CDATA[maschera]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[photoshop]]></category>
		<category><![CDATA[playmobil]]></category>
		<category><![CDATA[sfocatura]]></category>
		<category><![CDATA[technique]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[tilt-shift]]></category>
		<category><![CDATA[tutorial]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mayjaymagazine.com/?p=987</guid>
		<description><![CDATA[La fotografia è arte, ricordi, colore, ed anche simpatia. Allora perchè non trasformare una città in un plastico, oppure un raduno di automobili in piccole micro-machines? Esiste una tecnica fotografica che vi permetterà di rimpicciolire tutto quello che capiterà davanti all'obiettivo della vostra fotocamera. Il suo nome è Tilt-Shift.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/crossroads.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-988" title="crossroads" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/crossroads-500x332.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>La fotografia è arte, ricordi, colore, ed anche simpatia. Allora perchè non trasformare una città in un plastico, oppure un raduno di automobili in piccole micro-machines? Esiste una tecnica fotografica che vi permetterà di rimpicciolire tutto quello che capiterà davanti all&#8217;obiettivo della vostra fotocamera. Il suo nome è <strong>Tilt-Shift</strong>.</p>
<p><span id="more-987"></span>Normalmente, per ottenere questo effetto, sono necessari dei costosi obiettivi per macchine reflex, chiamati &#8220;ottiche decentrabili&#8221;, che tramite snodi particolari permettono estreme correzioni della prospettiva e sfocature solo su alcune parti dell&#8217;inquadratura. Tuttavia, anche senza dover spendere migliaia di euro per un corredo fotografico professionale, il nostro mitico amico Photoshop sarà in grado di regalarci quasi gli stessi risultati, per di più con pochissimi passaggi! Vediamo come:</p>
<p>1. Innanzitutto scegliete una foto adatta. Un paesaggio, una strada o immagini simili sono perfette, specialmente se riprese con una leggera angolazione dall&#8217;alto.</p>
<p>2. Aprire l&#8217;immagine in Photoshop e selezionare il comando &#8220;<em>modalità maschera veloce</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/1-maschera-veloce.png"><img class="size-full wp-image-1008 alignnone" title="1-maschera veloce" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/1-maschera-veloce.png" alt="" width="63" height="139" /></a></p>
<p>3. Selezionare lo stumento &#8220;<em>gradiente</em>&#8221; (indicato con il rettangolo sfumato, per intenderci).</p>
<p>4. Selezionare il modo &#8220;<em>sfumatura riflessa</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/2-gradiente.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1009" title="2-gradiente" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/2-gradiente.png" alt="" width="269" height="53" /></a></p>
<p>5. Tracciare una linea orizzontale da dove volete che l&#8217;immagine rimanga a fuoco fino al bordo esterno e rilasciate il mouse, apparirà una sfumatura rossa. Le parti più rosse saranno quelle più sfocate, mentre quelle con i colori originali rimarranno nitide. Il fotogramma dovrebbe apparire in questo modo:</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/3-mascheratura.jpg"><img class="size-full wp-image-1010 alignnone" title="3-mascheratura" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/3-mascheratura.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Se la striscia rossa compare al centro invece che sui bordi della foto, basterà spuntare la casella &#8220;<em>inverti</em>&#8221; presente sulla destra nella barra dei gradienti.</p>
<p>6. Tornate in modalità standard.</p>
<p><a href="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/4.standard-mask-mode.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1011" title="4.standard-mask-mode" src="http://www.mayjaymagazine.com/wp-content/uploads/2011/05/4.standard-mask-mode.png" alt="" width="60" height="83" /></a></p>
<p>7. Selezionare &#8220;<em>Filtro -&gt; Sfocatura -&gt; Sfocatura con lente</em>&#8220;. Potete modificare la quantità di sfocato a vostro piacimento, sperimentate varie soluzioni! Se anche in questo passaggio la sfocatura avviene sulla parte centrale, spuntare la casella &#8220;<em>inverti</em>&#8221; nel riquadro Profondità-mappa. Date quindi l&#8217;OK.</p>
<p>8. Per rendere ancora meglio l&#8217;effetto &#8220;plastico&#8221; potete aumentare un po&#8217; la saturazione dell&#8217;immagine &#8220;<em>Immagine -&gt; Regolazioni -&gt; Tonalità/saturazione</em>&#8220;.</p>
<p>Et voilà, il gioco è fatto! In 8 semplici passi il vostro panorama si è magicamente trasformato in un piccolo modellino. Non resta che augurarvi buon divertimento!</p>
<p>Fonte: <a href="http://visualphotoguide.com/tilt-shift-photoshop-tutorial-how-to-make-fake-miniature-scenes/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/visualphotoguide.com/tilt-shift-photoshop-tutorial-how-to-make-fake-miniature-scenes/?referer=');">Visual Photo Guide </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mayjaymagazine.com/photo/tilt-shift-un-mondo-formato-mignon/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
