CHATROULETTE: IL PEGGIO DEL MONDO SPIATO DA UN OBLO’

Armatevi di PC, webcam, connessione internet, e una certa dose di coraggio (o faccia tosta, a seconda dei punti di vista). Dopodiché prendete fiato. E si parte.Shuffle People, ChatHopper, Omegle: tutti hanno preso in prestito l’idea di un diciassettenne moscovita, al secolo Andrey Ternovskiy, ovvero mettere in contatto persone da un capo all’altro del pianeta facendole incontrare in modo del tutto casuale. Come? Inserire il sistema della “roulette” in un sito di video chat, in modo tale che perfetti sconosciuti possano parlare tra loro guardandosi tramite webcam, in un vero e proprio incontro al buio deciso solo dalla sorte. Se la persona che ci è capitata non ci piace, possiamo sempre “nextare” il malcapitato (ovvero cambiare persona, cliccando sul pulsante “Next”). Il sito di Ternovskiy, Chatroulette.com, è diventato in poco tempo uno dei più cliccati, discussi e controversi del pianeta. Un modo per fare nuove amicizie? Non esattamente.

Qualcuno ha dimostrato come, in linea teorica, il 71% del sito sia composto da maschi e il 14% da pervertiti. L’intenzione non è conoscere gente, ma beccare qualche bella ragazza (ipotesi altamente improbabile), mostrare i “gioielli di famiglia” e insultare gratuitamente chi ci manda la sorte. Ed è un peccato come un tale esperimento sociologico, che potrebbe tra l’altro risultare interessante, si riduca infine a questo. I mezzi di comunicazione fanno passi da gigante… ma la gente non ha nulla da dirsi. Un sito divertente dove passare qualche minuto in allegria? Può darsi; ma non si può nascondere come il principale obiettivo, oltre quello pornografico, sia di sconfiggere noia e solitudine, che andrebbero affrontati altrove e non davanti alla tastiera di un PC.

Il sito mette di fronte una quantità tale di casi umani da risultare imbarazzante: gente che si tocca, che fuma, che si traveste (da notare su Youtube Captain Martinelli e i Super Mario Brothers), che balla, che suona la chitarra… Ma anche depressi cronici, annoiati, palestrati a torso nudo, ragazzi sul letto senza veli. Insomma, una vera e propria carrellata sul peggio che l’umanità ha da offrire. Chatroulette, a oltre un anno dalla sua nascita, ha cambiato interfaccia, ma non sostanza. La gente che continua a frequentarlo è e resterà sempre la stessa; magari in un ambiente un po’ più rilassato (leggi: qualche organo genitale in meno), ma i brutti incontri si fanno e si faranno sempre. Impossibile non chiudere con una citazione Guzzantiana: “Ma il problema è… aborigeno: io e te, che cazzo ce dovemo dì?!

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