IIRO RANTALA NEW TRIO: MUSICA FUORI DAGLI SCHEMI

La nuova band di Iiro Rantala tocca nuove frontiere nell’improvvisazione. Non esattamente “musica ordinaria”.

Iiro Rantala è finalndese, ha 41 anni e suona il pianoforte da sempre. Nella sua natia Finlandia lo conoscono tutti, dato che è considerato uno dei pianisti jazz più talentuosi. La sua passione per il jazz lo ha portato a studiare musica alla Sibelius Academy, oltre che alla Manhattan School Of Music (dove si è cimentato nel pianoforte classico). Dopo essersi fatto le ossa con il trio jazz finnico dei Trio Töykeät, nel 2008 gli vien su la balzana idea di registrare un disco con due suoi amici, Marzi Nyman e Felix Zenger.

Tutto normale, direte voi? Non esattamente: Nyman suona la chitarra elettrica in modo nervoso, ben adattandosi alle pazze improvvisazioni di Rantala e passando senza avviso da sfuriate rock’n’roll ad avvolgenti melodie; dall’altro lato il biondo Zenger, nel suo stile hip hop con pantaloni larghi e visiera rigorosamente di lato, suona la “batteria” senza averne una, semplicemente battendo il ritmo con la sua bocca e dimenandosi come se stesse recitando un testo gangasta rap. Ne vien fuori Elmo, un disco particolare, in grado di fondere jazz fusion, rock’n’roll e beatbox rap in un unico pazzoide e irriverente abbraccio. Il tutto si fonde poi con passaggi di atmosfera che sembrano quasi presi in prestito dalla colonna sonora di qualche film d’animazione.

Una delle cose che però affascina di più di questi tre finnici scatenati è la loro ironia, la loro voglia di non prendersi sul serio. Basterebbe infatti il solo titolo della canzone Three Gay Men per capire che abbiamo a che fare con una band dove la goliardia ha sempre l’ultima voce in capitolo, per quanto sia supportata da una preparazione tecnica di primo livello.

Forse la canzone più rappresentativa del lotto è Shit Catapult (e già il nome dice tutto…), il cui divertente videoclip continua ancora a spopolare in rete dopo 3 anni. Distorsioni chitarristiche e deliziosi inserti di pianoforte si stoppano, si rincorrono, improvvisano e si tuffano infine in melodie che avvolgono il cuore e i sensi prima di ritornare ai loro balletti jazz e visioni rockeggianti, mentre la lingua di Zenger sputa fuori ritmo ad ogni nota tanto da far quasi confondere l’ascoltatore che si tratti di una vera batteria elettronica! Del resto il beat boxer biondino era già famoso in patria ed ha registrato un album che porta il suo nome, Won’t Say A Thing, interamente basato sui suoi irresistibili ed ipnotici beat “vocali”.

In definitiva i tre finlandesi sono una delle tante nuove promesse della sempre verde scena musicale scandinava, una band originale e decisamente fuori dagli schemi. Per chi ha voglia di ascoltare, per una volta, qualcosa di realmente nuovo e squisitamente anticonformista.

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